mechanizados

Mechanizados are: Pink Moon, Vic, ilCantanteDeiMonte, Back to the Basic

giovedì, giugno 22, 2006

Il vivere moderno

Leggete questo scambio di mail:




Fin qui tutto bene.
Ci sono due tipi, io e Pietro, che si mettono d’accordo per andare in un posto in pausa pranzo.
Niente di strano.

Se non fosse solo per un piccolo particolare:
Io e Pietro lavoriamo per la stessa ditta.
Più nello specifico nello stesso palazzo.
Stesso piano pure.
E ancora, per essere più precisi, nello stesso ufficio.
Stessa stanza.
E se volete saperla tutta le nostre scrivanie sono una dietro l’altra.
Ovvero tra gli schienali delle nostre due sedie ci saranno al massimo 20 centimetri.
Quindi se mi giro dietro a sinistra c’è Pietro.
Ma appunto a 20 centimetri no 7 metri.
E gli posso parlare.
Invece succede a volte che ci scriviamo le mail.

Secondo me c’è qualcosa che non va per niente bene in tutto questo.
Qualcosa di sbagliato.
Nel vivere moderno.
Oppure il governo mette qualcosa nell’acqua.

martedì, giugno 20, 2006

KARMACOMA

In cima alla notte una voce mi afferra tra i vetri. L'ultima carezza può in un confuso sbalordimento, torcere la gola con anelli sempre più stretti. Se mi distendo al buio, mi sento affondare in un cerchio di ombre lunghe che stringono la ronda. Il corpo si fa portavoce lontano e fuoriposto in un brivido così malsano. Una gemella estranea è al mio fianco, rigida come un giocattolo in un luogo divenuto doppiamente freddo. Impossibile uscire da dove sono caduta. Sono tra le cose senza te, fosse anche il luogo dove non viene mai nessuno... scuoti le vecchie garze. Queste mura hanno in sè tanti occhi costretti, parole serpeggianti pendono dal soffitto. Non riesco a trovare nemmeno lo spazio per muovermi... spero solo di avere il tempo di respirare. Stringere un'alleanza con i suoni... un'arma contro l'irrigidamanto delle cose in cose. Nella stanza accanto il canto incorporeo si travasa da un orecchio all'altro come miele. La paura della felicità si discioglie nel puro accadere... Distese finchè le nostre bocche non sono raggiunte dall'acqua, trasformati in pozzi gutturali...
vibrano nell'acqua gli ultimi gorgheggi. Si comprende il senso della trasformazione.

Tratteniamo il respiro nell'acqua salmastra. Ma l'attesa è tutto ciò che siamo. Hanno alzato il volume all'indecisione. Ora ferma quest'attimo ma non farlo durare. Spazzati via i miei resti che murano queste speranze spudorate... Mare, fino a colmare le cavità dei pozzi scavati per il fuoco. Colonne d'acqua gemini vengono placide a subissare piccoli idoli di pietra, popolazioni di marmo date in pasto all'alta marea. Frantumare le acque per una sola scheggia di armonia? Forse no... Ho disegnato solo una linea nella mia mente, per salvare me e te.
Non si può perdere ciò che non si ha.

martedì, giugno 13, 2006

La pioggia forse non è incessante vero?


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che
un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno, chi non si permette almeno
una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(P. Neruda)

lunedì, giugno 05, 2006

Akab?


Giorni fa stavo dando un’occhiata ai link del blog di Ausonia.
Ho cliccato sulla scritta akab ed è venuto furi questo tipo…
E ho pensato: “Akab?”
..chi è…?
Chi è o chi non è a mio parere è comunque veramente un tipo okkey..
Gli ho scritto due righe e ci ha dato l’autorizzazione ad inserirlo qui a Mechanizados.
Quindi, con un certo onore, vi presento questo artista misterioso di nome Akab e vi invito a visitare il suo blog, il sito, tutto quello che trovate se vi interessa..
E non aggiungo altro.
Le immagini parlano da se.














www.mattatoio.splinder.com