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giovedì, agosto 17, 2006

BIOMECH POOR THEATER


Sette giorni in cui ci siamo stati isolati da tutto il resto per lavorare su Riccardo III in un palazzo costruito nella stessa epoca di Shakespeare in un'autosuggestione costante. Il luogo perfetto per recitare le seduzioni (grazie degli schiaffi Angela, senza non so come avrei fatto e scusa Marco dei colpi bassi con l'"alabastra"), i deliri (grazie a Marco, Francesco e Leo del gruppo di Corrado) e gli intrighi, invocare profezie, seminare maledizioni.
Un lavoro a togliere come nella scultura per eliminare tutto ciò che oscura la forma in una sorta di ecologia dello spirito che rinuncia agli automatismi, ai clichè, ai trucchi, all'autocompiacimento, tutti gli ostacoli in cui ci imbatte, le resistenze ad abbandonare i comportamenti usuali.
Nessun esercizio era prova di abilità (certamente una buona base Pilast è indispensabile) ma piuttosto di concentrazione, di fiducia, d'apertura per risvegliare una reazione vera totale, perchè ogni giorno noi non reagiamo che a metà.
...l'allenamento era a piedi nudi dieci ore al giorno, senza l'aiuto di alcun oggetto reale. E' con i gesti che il pavimento si trasforma in fiamme, una sedia in un confessionale.
Alcuni esercizi erano di abban-dono totale, come il perdere l'equilibrio in avanti, il correre ad occhi chiusi, il Contact in cui l'altro ti guida nello spazio con una parte del corpo a contatto che funziona da occhio invisibile (Carlo & Tristana funclub), gli esercizi di canto improvvisato in cerchio sempre con gli occhi chiusi per quaranta minuti con la ripetizione di un verso di un canto blues fino a quasi la trance (Serena, Barbara Bà, Tristana che brividi).

Fantastico è l'uso del grandmelieu, il recitare situazioni usando solo un dialetto di suoni inventati (stupendi entrambi i nostri gruppi guru-guru) che in assoluto aiutava enormemente a far uscire il gesto, il movimento.
Le ore migliori erano dopo cena fino alla mezzanotte, quando la stanchezza aveva fatto spalancare tutte le porte e i tabù (Grazie Elisabetta e Tristana).
Se accade, avviene una liberazione incredibile che non si definisce. Ma ancora è raro...
perchè se ne ha paura, perchè questo sfondamento è in conflitto con tutti i nostri comportamenti "civili"...

Ecco il teatro che adoro, non quello che costruisce l'attore cortigiano pieno di sè nel suo savoir-faire, che prostituisce la sua professione, con lo squallore dello sfruttamento del suo corpo per lo svago di un pubblico che lo applaude...ma quello che crea attori che si mettono ogni giorno sotto accusa per far uscire del vero, seguendo le traccie dei riformatori del Novecento come Mejerchol'd, Vachtangov, Grotowsky, Brook e Artaud, le sì ma con metodi sempre personali per trovare ciascuno il proprio linguaggio per ritrovarsi ad essere materia vivente a sorprendersi di noi stessi... (Grazie Barbara... hai tirato fuori la tua voce Vattene!).
Sì perchè il teatro è vivo, perchè si nutre dei nostri corpi come quando nella parte culminante il tuo personaggio s'illumina dall'interno con sgomento, come in uno stato di grazia che non provoca alcun applauso, ma un silenzio denso di mistero.
È questo il teatro per cui darei ogni cosa, quello che dipende tutto dalla fatica del gruppo con un calore e una vivacità creativa incredibile. Le cose migliori vengono tra quelli definiti sbrigativamente "dilettanti", quei matti che non hanno niente da perdere e non temono di lavorare sodo. È il teatro senza padroni... abbiamo lavorato bene divertendoci tantissimo... esperienze difficili da dimenticare.
Stupende le improvvisazioni (indimenticabile quella di Stefano e Gippo per le onoranze funebri, Alessio e Rosalba STAI ZITTA! Ma ancora di Stefano-Pilast tutti si ricorderanno delle proprietà prodigiose della malva e del carbonio attivo per ridimensionare disturbi maschili) e per gli incredibili mammut-gillet-merliniimbalsamati-personaltrainer-tappetivolantighiacciati....

Ringrazio davvero Massimo Alì per aver lavorato con noi e su ciascuno, per il suo carattere umile ma diretto.
Lo ringrazio anche per averci dato (vista anche la maggioranza femminile) la possibilità di lavorare su personaggi maschili come Clarence, Richmond e Riccardo, senza alcun pregiudizio ed evitando il servilismo al testo classico (d'altronde come ha ricordato lui, si tratta pur sempre di una traduzione) ma anche stravolgendolo fino al comico (Grazie Alberto Ridge, Daniela "quale demonio osa interrompere atti di così devota pietà?", Carlo, Gippo, Luca "Applausi per Richard", Marco, Sara, Barbara grande "Che ti vengano le emorroidi a grappolo") tirando fuori tutte le caratteristiche umane nelle pure intenzioni, nel nostro "volere" da seguire fino in fondo per ottenere il risultato a qualunque costo, senza autocensura, in tutta libertà.
Sì quanto ci si sente tremendamente vivi... la sensazione di rimanere costantemente in transizione...



Ecco la foto del MITICO GRUPPO!!! MADOOOOO!!! HOPAAAA!!!
Massimo, Serena, Anna, Stefano, Elisabetta, Alessio, Carlo, Marco, Alberto, Gippo, Angela, Daniela, Barbara, Bà, Tristana, Chiara, Laura, Sara, Elena, Luca, Rosalba. Mamasè-mamasà-mamamacussà... Grandi!!!

Grazie a Corrado Accordino, Bea, Chantal, Francesco, Daniele, Gaia, Giulia, Isabella, Leonardo, Letizia, Letizia, Lorenzo, Marco, Natalia, Salvatore, Simona, Stefania, Alessia, ... bellissimi, avete tenuto duro... grazie tantissimo soprattutto a Bea, Giulia, i Fratelli Ritmo, Letizia e a te, Francesco delle serate incredibili!

4 Comments:

Blogger Alby said...

Mamma mia che brava che sei stata!!
Bellissimo blog!!
In questo momento mi vengono in mente altre scene...come la Bà nervosissima prima di far vedere il suo pezzo (tenera), mentre io le chiedevo aiuto sulla dizione, la Chiaretta stile Kate Moss sul trono con l'inseparabile sigaretta, Carlo e la sua Alabarda Spaziale, Marco e il suo "io non drammatizzerei", Gippo e la capriola col buco nel terreno!!!
Eh sì...siamo stati bene!!

4:59 PM  
Blogger Back to the basic said...

Madonna... avevo rimosso RIEMPITE GLI SPAZI VUOTI... ma vi rendete conto che Anna, Tristana, Angela, Barbara, io e Elena abbiamo sorretto con un trono umano...colui che ci ha tirati su di peso sempre... anche qui energia che si pareggia... bellissima collaborazione...
In Italiano esiste un termine ancora più forte di questo?

W Omo Pilast!

5:24 PM  
Blogger C. said...

Ila, ti adoro. Avrei voluto più tempo per conoscerti meglio, per scalfire di più quel piccolo muretto che mostri, imperturbabile (solo apparentemente, evidentemente) a quello che succede. Grazie di questo post. Ci fa vedere dietro il muretto, e quello che si vede è bellissimo. Ci vedremo ancora e avremo tempo per conoscerci meglio. No, non meglio, di più, perché il tempo era poco, ma l'intensità e la qualità del conoscersi erano altissime. Un grosso bacio.
C.

11:49 AM  
Blogger r said...

Sono una donna in perenna corsa contro il tempo, talvolta contro se stessa.
Grazie per averlo compreso e per aver visto oltre. Oltre le apparenze.
Ho imparato anche io a lasciare i pregiudizi in pasto a coloro che non comprendono la preziosità dello scambio reciproco, dell'arrichimento.
Spero di conoscerti più a fondo. Le diversità si integrano a vicenda. Basta volerlo.

12:13 PM  

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